4/25/2013


SCARPETTE ROSSE
EtiStregagatto ’92

Martedì 30 Aprile
 
h 17.00 incontro 
a seguire aperitivo
 

h 21.00 Scarpette rosse
reading musicale

di Tiziana Lucattini 

con
Tiziana Lucattini 
Marcella Tersigni
sax e clarinetto
Gabriele Cohen


Scarpette rosse nasce alla fine del 91: l’anno che muore mia nonna, della guerra del golfo, che leggo il testo di Andersen, che il papa va in Brasile e i media rivelano quello che si sapeva, amplificandolo. Toccare il freddo della morte, guardare la vergogna della ritirata stracciona, sentirsi dentro un bisogno antico di riscatto, leggere di una vitalità disperata e ottusa, sapere che con pochi dollari ci si libera di una manciata di ragazzi selvaggi.
Ispirato alla realtà dei meninos de rua brasiliani, racconta una notte speciale di due ragazzine, piccola storia infame di povertà, orfananza, cinismo e violenza. Senza età perché l’infanzia è stata loro sottratta e sono già vecchie, le due cercano di salvarsi: Mammadera aspirando ad un Sud mitico, di calore e dignità, Favilla ad un paio di scarpe. No salvezza, no dignità, non le importa altro che di quel paio di scarpe nascoste da qualche parte, l’amica gliel’ha promesse, erano di sua madre appena freddata perché “parlava troppo”, un riscatto da femmina. Dovunque siano, ancora calde e magari sporche di sangue. Metafora di una condizione e sentimento del fare teatro, un testo spezzato come le vite che narra, una messa in scena con scarti pasoliniani di realismo magico.

4/15/2013

TRUCIOLONE L'ORCHETTO MANGIONE



Domenica 21 aprile ore 16.30
Lunedi 22 - Martedì 23 aprile ore 10.30  
RUOTALIBERA TEATRO - ROMA

Truciolone l'Orchetto Mangione 
testo e regia Tiziana Lucattini
con Tiziana Lucattini e Fabio Traversa

Ammete è un Orchetto che ha perso la mamma quando la Terra degli Orchi è stata invasa dagli Uomini, Cacciatori di Orchi. Da allora vive nella Terra degli Uomini, ma qui viene preso in giro e tormentato dai compagni di scuola e dalla maestra che lo chiamano "ciccione caccolone mocciolone sbrodolone...". 

Un giorno Ammete si arrabbia molto e si mangia i suoi compagni, la maestra e anche il papà che lo invitava alla pazienza. E poi si mangia tutti i bambini del mondo. Quasi tutti. C'è ne è uno, anzi due, anzi tre che gli sfuggono! I tre si alleano per dare un cazzotto all'Orco, farlo vomitare e salvare tutti i bambini del mondo, se no il mondo finisce. Ma Ammete non è cattivo, lui voleva solo una mamma.
La storia è stata costruita pensando alla fase dell'oralità infantile, agli istinti distruttivi legati alla primissima infanzia, ai bisogni primari, comuni a tutti i cuccioli, di contatto, calore e accettazione.

Per bambini dai 4 agli 8 anni




4/08/2013


IL BOSCO DELLE STORIE
Domenica 14 aprile ore 16.30
Lunedì 15 aprile ore 10.30
di Claudio Casadio e Giampiero Pizzol 
con Maurizio Casali, Mariolina Coppola, Alessandra Tomassini
regia Claudio Casadio

Esiste, in qualche angolo del mondo, un bosco incantato dove nessun essere umano è mai entrato?
Se quel posto si trova da qualche parte, chi di noi non vorrebbe dare uno sguardo a quel luogo  misterioso? Ed ecco che con la magia del teatro ci troviamo trasportati proprio nel cuore del bosco, oltrepassando il confine tra fantasia e realtà. Lo gnomo Muschietto, esperto di erbe e radici, mostra ai bambini la sua casa scavata all'interno di un  albero secolare e rivela i verdi segreti delle piante.
È primavera e gli abitanti del bosco si danno appuntamento proprio ai piedi del vecchio albero: un balbettante e saltellante coniglio, un pettirosso birichino, il folletto Karbolicchio che vive sottoterra, una gazza  informatissima su tutti gli avvenimenti passati e presenti, una vanitosa civetta dagli occhi d'oro. Tutti raccontano storie, cantano e fanno festa mentre Muschietto prepara rimedi e pozioni magiche. Tra loro c'è anche un lupo bugiardo, ladro e ingordo che escogita sempre mille inganni per rubare cibo dovunque ne fiuti l'odore. Ma quando il bosco sarà in pericolo per l'arrivo degli umani che con potenti macchine scavatrici vogliono distruggere tutto per costruire strade e città, sarà proprio il buon vecchio lupo con il suo coraggio a salvare tutti.
Il mondo delle fiabe confina qui con il mondo della natura perché i vari personaggi, folletti, gnomi o animaletti, ci mostrano attraverso i loro racconti, le grandi meraviglie di cui è composto l'ambiente in cui viviamo. Si tratta dunque di un viaggio attraverso la realtà sulle ali della fantasia in compagnia di alcuni allegri abitanti del bosco. Ognuno di loro ha naturalmente qualcosa di umano: lo gnomo Muschietto ha le virtù della pazienza e della saggezza, il folletto Karbolicchio è cieco e testardo, il coniglio è frettoloso, pauroso ma generoso, la gazza è pettegola e chiacchierona, la civetta è vanitosa ma anche romantica, il lupo è famelico. Tutti però hanno a cuore la vita del bosco e questo ne fa dei veri custodi sempre pronti a sacrificarsi per mantenere intatto quel verde regno in cui vivono.
Nello spettacolo vi sono anche riferimenti a diverse fiabe del repertorio classico: le notizie del gazzettino di primavera annunciate dalla Gazza Pinola sono ispirate alle favole di Esopo, i sogni raccontati dal lupo si ispirano alla fiaba di Cappuccetto Rosso e a quella dei Sette capretti, il vento Matteo è una citazione de Il segreto del bosco vecchio di Dino Buzzati.
L'arrivo rumoroso e stridente delle macchine spezza l'armonia del bosco e vuole mettere in guardia i bambini da tutte le azioni distruttive a cui spesso assistiamo. Distruggere significa soprattutto ignorare il valore delle cose che ci circondano. Non si tratta dunque di rinunciare al rapporto tra l'uomo e l'ambiente, ma di scegliere soluzioni che abbiano come punto di partenza l'ascolto e la conoscenza della realtà: non si può amare ciò che non si conosce e non si può conoscere ciò che non si ama.




Dai 3 ai 10 anni  

4/02/2013

SCAPPA SCAPPA... LE CAPRETTE E IL LUPO


Domenica 7 aprile 2013 ore 16.30
Lunedì 8 - Martedì 9 aprile 2013 ore 10.30
Testo e regia Tiziana Lucattini
Collaborazione Fabio Traversa
Mamma Capra Rossana Damiani
Figlia Capretta Simona Parravicini
Lupo Fabio Traversa
Consulenza coreografica Rossana Damiani, Fanny Guinsbourg
Direzione musicale Antonella Talamonti
Scene Francesco Persico
Costumi Paola Romoli Venturi
Disegno luci Luca Barbati, Martin  Beeretz



Lo spettacolo è dedicato ai bambini a partire dai tre/quattro anni, ma include gli adulti e li fa pensare, commuovere e divertire. La forma scelta è quella di un teatro che si accompagna alla danza. O di una danza che si fa narrazione. Danza della quotidianità, danza della paura, danza dell’abbandono o del ritorno felice.
La scrittura del testo è semplice, fatta di filastrocche e parole musicali.  

La storia parte da una fiaba popolare che, abbiamo scoperto, ha varie patrie, e muove dalle sue tappe fondamentali e universali come struttura e rappresentazione simbolica: il lupo, la casa, il bosco, l’abbandono, la prova, il pericolo, la furbizia, il superamento. 
Ma prende poi una sua strada originale e necessaria, dove troviamo un grande Lupo-Bambino, tenero e vorace che, a differenza del suo corrispettivo fiabesco, ha conosciuto un dolore, una perdita. Una Mamma Capra non infallibile o idealizzata, che sa crescere insieme a sua figlia, e una Caprettina inquieta di desiderio di autonomia.

Rompendo il dogma che il cattivo per definizione sia il male e il buono per definizione sia il bene, la storia si concentra su un altro fuoco: non c’è uno che vince e uno che perde, piuttosto avviene un contatto e un affratellamento. E questo si produce attraverso la perdita, il dolore, la condivisione, il rischio di un rapporto. 
Il superamento finale delle prove di crescita, che nelle fiabe porta all’annientamento dell’altro, qui non c’è; e, più che furbizia, c’è intuizione, ascolto, rispetto, solidarietà. 




Età  3/10 anni