Vi informiamo che per problemi tecnici lo spettacolo Strega Bistrega di domenica 3 febbraio è stato annullato.
Il prossimo spettacolo in programma a Centrale Preneste è Il Brutto Anatroccolo, che andrà in scena domenica 10 febbraio alle ore 16.30, per i bambini dai 3 ai 10 anni e per le famiglie.
Ci scusiamo per il disagio e vi aspettiamo numerosi ai prossimi appuntamenti!
1/29/2013
1/21/2013
BIT & BOLD E IL RACCONTO DI BIANCANEVE
domenica 27 gennaio ore 16.30
GIALLO MARE MINIMAL TEATRO
in collaborazione con E-TICA
BIT è un programma – personaggio animato, gestito grazie ad un guanto-mouse che gli conferisce il movimento.
BIT non è un video, un’animazione grafica ma un personaggio che vive in real time, capace di interagire con altri interpreti e con la platea.
Un attore con il corpo fatto di pixel, assolutamente originale in un contesto teatrale.
BIT non è una semplice proiezione un mero sfondo scenografico, ma un vero protagonista dello spettacolo. Un attore giovanissimo visto che è un programma neonato!
BIT infatti, anche per scelta grafica e sonora, è un personaggio bambino che, in scena, interagisce con il suo partner a lui inversamente proporzionale cioè umano e adulto.
BIT ed il suo servo di scena in carne ed ossa giocano al confronto fra differenti punti di vista ed immaginari.
Un gioco di teatro nel teatro dove l’arcinota storia di Biancaneve offre la possibilità di far scontrare differenti modi di raccontare. BIT, sfruttando le sue caratteristiche, utilizza uno
stile molto libero, magari divenendo, in un sol colpo, tutti e sette i nani, mentre l’altro, con un corpo tutt’altro che virtuale, gli arranca dietro per non perdere il filo della storia che amerebbe invece raccontare, per rima e per segno, senza troppi imprevisti.
Tecnica utilizzata: attore e burattino virtuale.
Per i bambini dai 3 ai 10 anni e per le famiglie.
Biglietto € 5,00 - posto unico
GIALLO MARE MINIMAL TEATRO
in collaborazione con E-TICA
presenta
Bit & Bold e il racconto di Biancaneve
di e con Renzo Boldrini e Giacomo VerdeBIT è un programma – personaggio animato, gestito grazie ad un guanto-mouse che gli conferisce il movimento.
BIT non è un video, un’animazione grafica ma un personaggio che vive in real time, capace di interagire con altri interpreti e con la platea.
Un attore con il corpo fatto di pixel, assolutamente originale in un contesto teatrale.
BIT non è una semplice proiezione un mero sfondo scenografico, ma un vero protagonista dello spettacolo. Un attore giovanissimo visto che è un programma neonato!
BIT infatti, anche per scelta grafica e sonora, è un personaggio bambino che, in scena, interagisce con il suo partner a lui inversamente proporzionale cioè umano e adulto.
BIT ed il suo servo di scena in carne ed ossa giocano al confronto fra differenti punti di vista ed immaginari.
Un gioco di teatro nel teatro dove l’arcinota storia di Biancaneve offre la possibilità di far scontrare differenti modi di raccontare. BIT, sfruttando le sue caratteristiche, utilizza uno
stile molto libero, magari divenendo, in un sol colpo, tutti e sette i nani, mentre l’altro, con un corpo tutt’altro che virtuale, gli arranca dietro per non perdere il filo della storia che amerebbe invece raccontare, per rima e per segno, senza troppi imprevisti.
Tecnica utilizzata: attore e burattino virtuale.
Per i bambini dai 3 ai 10 anni e per le famiglie.
Biglietto € 5,00 - posto unico
1/14/2013
PEAU! (11+ )
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| foto Simone Memè |
sabato 19 gennaio ore 18.00
(da Pelle d’asino di C. Perrault)
produzione Teatro di Roma, 369gradi
testo e regia Vincenzo Manna
con Luca Bondioli, Mariagrazia Laurini, Federico Brugnone
costumi e oggetti di scena Laura Rhi Sausi
aiuto regia Martina Rigoni
disegno luci Javier Delle Monache
locandina Alessandra Franciosini
organizzazione e distribuzione Daniele Muratore
produzione esecutiva Valeria Orani
comunicazione Benedetta Boggio
PEAU! nasce dall’adattamento di Pelle d’asino, una fiaba francese molto antica, divenuta nota per la versione in versi di Charles Perrault del 1697 e pubblicata in appendice ai Contes de ma mère l’Oye. È una delle fiabe meno conosciute dello scrittore di Cappuccetto Rosso ma, ciò nonostante, è dotata di enorme fascino perché sintetizza perfettamente alcune delle tematiche tipiche delle sue fiabe più celebri, declinandole però in modo assolutamente originale.
Questa, in breve, la trama: un re al culmine della fortuna, perde l’amata moglie per un’improvvisa malattia. La regina in punto di morte gli fa promettere di non risposarsi a meno di trovare una donna più bella e intelligente di lei. Il re riesce a mantere la promessa fino al giorno in cui si innamora della loro figlia, l’unica donna in grado di poter competere con la madre.
Il re la chiede in sposa ma la ragazzina non vuole cedere alle richieste del padre. Di fronte alla sua insistenza è costretta a scappare da palazzo nascosta sotto una lurida pelle d’asino. Attraversa terre e paesi, scansata da tutti per il suo aspetto e il cattivo odore. Finché un giorno trova ospitalità presso una contadina, che la assume come porcilaia. Proprio qui un giovane principe la vede nella sua reale bellezza e se ne innamora. Dopo numerose traversie riesce a sposarla venendo a scoprire solo alla fine che sua moglie è una principessa.
| foto Simone Memè |
Anche da questa brevissima sinossi si evincono le tematiche molto interessanti della fiaba, tematiche piuttosto delicate e sicuramente poco affrontate di fronte a un pubblico di giovani: la malattia e la morte di uno dei genitori, il rapporto conflittuale con la figura paterna, la scoperta della sessualità e del proprio aspetto esteriore, la malizia usata come uno degli strumenti a nostra disposizione per la conquista della libertà e dell’indipendenza.
Se Hansel e Gretel e Barbablù, due delle fiabe che abbiamo affrontato nel nostro percorso teatrale, portano avanti tematiche che appartengono principalmente alla sfera sociale (povertà, fame, ricchezza e potere), la messa in scena di PEAU! vuole invece porre l’accento sull’interiorità dell’individuo, sulle passioni e i sentimenti più profondi che sono alla base delle relazioni tra gli uomini, mostrando come un’alterazione dei delicati equilibri che regolano la vita del nucleo familiare, possa produrre uno sconvolgimento tale da minare la sopravvivenza dell’individuo, della famiglia e della società stessa.
| foto Simone Memè |
Nella messa in scena abbiamo tolto alla fiaba ogni connotazione “medievale” cercando di metterne in evidenza la forte attualità. Non ci sono quindi i soliti stereotipi di re, regine, principi e principesse, ma attraverso l’universalità e l’atemporalità di situazioni e personaggi, abbiamo creato figure non distanti nel tempo né spazialmente connotate, con lo scopo di renderle il più possibile vive e presenti. Un padre, una madre, la loro figlia, un monsignore, un contadino e un giovane ricco sono i protagonisti di una narrazione senza censure che sviluppa il linguaggio di Hansel e Gretel: in scena pochi oggetti dal forte valore simbolico, costumi molto curati e azioni fisiche spettacolari e suggestive che evocano metaforicamente il mondo in cui vivono i personaggi, sempre convinti del fatto che non esista migliore scenografia di quella che nasce dalla fantasia dello spettatore.
Tre soli attori per tutti i ruoli, una narrazione scandita dal rapido susseguirsi di scene secondo modalità mutuate dalla narrazione televisiva e dalle soap opera; dialoghi brevi e significativi con l’obiettivo di alleggerire il racconto e cogliere la comicità che anche situazioni dalla forte componente drammatica hanno; il tutto concertato per restituire spettacolarmente la magia e la meraviglia di una storia che ci racconta e svela i misteri e la bellezza dell’animo umano.
Per i bambini dai 9 anni in poi e per le famiglie
Biglietto € 5,00 - posto unico
Lo spettacolo è realizzato nell’ambito del progetto Portare a vedere, promosso e finanziato dal Teatro di Roma e condotto da Giorgio Testa/Casa dello Spettatore, Teatro Tor Bella Monaca, Teatro Biblioteca Quarticciolo, autunno 2012 in collaborazione con Centrale Preneste Teatro/Ruotalibera Teatro.
Lo spettacolo è realizzato nell’ambito del progetto Portare a vedere, promosso e finanziato dal Teatro di Roma e condotto da Giorgio Testa/Casa dello Spettatore, Teatro Tor Bella Monaca, Teatro Biblioteca Quarticciolo, autunno 2012 in collaborazione con Centrale Preneste Teatro/Ruotalibera Teatro.
1/09/2013
Il matrimonio di Don Cristobal e Donna Rosita
spettacolo in lingua italiana
domenica 13 gennaio ore 16.30
con
Roberto Negri • Cristobal
Marion Marcucci • Rosita
Yamila Suarez • Direttore e Madre
Miguel Ceriani • Poeta e Innamorato
ideazione e regia Roberto Negri
Garcia Lorca, come poeta e come drammaturgo, ha sempre amato la forza della Cultura popolare.
Nelle sue opere teatrali questa componente è evidente, come nella sue scelte di vita.
Nel rispetto dello spirito lorchiano, esposto chiaramente nel prologo ai testi, lo spettacolo nasce nelle strade e nelle piazze, e lì ritrova la sua espressione più vera, nel confronto con il pubblico che gli è più naturale.
La nostra passione per la Commedia dell’Arte ci ha fatto scegliere di fare vivere a ritmo di musica le nostre maschere anche fuori dal Teatrino.
Musica che non solo accompagna, ma spesso dirige la scena e le azioni in una danza continua di immagini, restituendo ad ogni età divertimento e commozione perché come dice il poeta: “si eterni l’antica essenza del teatro”.
I temi trattati sono i contrasti tra miseria umana e nobiltà di spirito, materialità e idealismo, poesia e venalità, amore e interesse.
Il vecchio Don Cristobal, un Pulcinella con notevoli accenti di crudeltà e bassezza, acquista come al mercato, da una madre indegna il diritto di sposare la figlia, la giovane e bella Donna Rosita. In un continuo alternarsi di suggestioni poetiche e grottesca quotidianità, appaiono le maschere di Cristobal e Rosita, del Direttore, della Madre, dell’Innamorato e i loro naturali alter ego burattini, dando vita così ad un carosello vorticoso e coinvolgente dove si fondono recitazione e canto, danza e figura.
E’ l’Amore protagonista incontrastato.
L’Amore per la Vita, l’Amore per l’Amato, l’Amore per l’Arte e infine, sempre, l’Amore per il Teatro.
(Partecipazioni: Istituto Comprensivo A. Sordi, Roma a.a.2011/2012; Festival Internazionale di Perugia “Figuratevi 2011”; Ostuni Buskers Festival 2011)
http://www.officinadinamo.it/sviluppo/officina_dinamo_teatro.asp?sezione=teatro&ID=187
Biglietto € 5,00 - posto unico
1/07/2013
Fiabe Pop Up - Una lettura in tre dimensioni
sabato 12 gennaio ore 16.30
un’idea di Fabrizio Pallara e Dario Garofalo
con Dario Garofalo, Valerio Malorni, Fabrizio Pallara
musiche Federico Ferrandina
scene Fabrizio Pallara
organizzazione Sara Ferrari
Si parte dal testo, anzi dal libro, oggetto prima di tutto; vogliamo condurre i bambini a scoprirne il fascino: l’odore delle pagine che si sfogliano per la prima volta, l’emozione dell’inizio, le suggestioni del viaggio da fare attraverso la lettura.
L’esplorazione che insieme vedrà protagonisti, regista, attori, musicista, pubblico sarà intorno alle fiabe, conosciute, a pezzi, frammenti, a volte mischiate.
La scelta del testo da portare è il primo passo di avvicinamento a questa lettura spettacolare che vede gli spettatori attivi ancor prima di entrare nella sala teatrale. Sarà infatti esplicitamente richiesto ad ogni bambino di portare una fiaba o un libro che ne contenga molte, è il patto necessario perché lo spettacolo possa cominciare e perché il narratore sia messo in condizione di scegliere e decidere quale storia far vivere.
Da lì si avvia un rito collettivo in cui la lettura dà inizio al racconto che dalla memoria emerge lentamente. Visi, paesaggi, colori, suoni prima solo immaginati nascono nuovamente in forme diverse.
La fiaba viene attraversata in tutte le sue infinite possibilità, per apparire ancora una volta o per essere appena accennata in una continua destrutturazione e ricostruzione che parte da un denominatore comune, gli elementi profondi, le forme soggiacenti, ovvero tutto ciò che di costante c’è sotto la superficie mutevole, come afferma Vladimir Propp.
Questa di FIABE POP UP vuole essere una ricerca comune e contemporanea tra attori e spettatori, per percorrere insieme le tappe di una storia che come ogni dramma parte dalla rottura dell’ordine, passando per le prove che gli eroi devono compiere, per arrivare alla reintegrazione dell’ordine e dunque alla conclusione di un percorso di crescita e conoscenza. E tutto ciò è da indagare insieme ogni volta in modo diverso, in un progetto spettacolare in cui ampio spazio è dato all’improvvisazione, ma in cui come in ogni fiaba la struttura profonda è forte e ben delineata e il Modello Narrativo Canonico teorizzato da Greimas diventa elemento comune del racconto e del modo di metterlo in scena.
E così è possibile osare, andare oltre, stravolgere le storie, oppure ripercorrerle in modo creativo rendendo strutturato e visibile, e dunque anche regolato, quel gioco che è parte dell’esperienza del bambino e della sua naturale propensione a drammatizzare e a sperimentare con le parole, con i personaggi, con gli avvenimenti.
IMPORTANTE: PERCHÉ LO SPETTACOLO POSSA AVERE LUOGO È NECESSARIO CHE GLI SPETTATORI SCELGANO E PORTINO CON SÉ IL TESTO DI UNA FIABA.
Lo spettacolo è realizzato nell’ambito del progetto Portare a vedere, promosso e finanziato dal Teatro di Roma e condotto da Giorgio Testa/Casa dello Spettatore, Teatro Tor Bella Monaca, Teatro Biblioteca Quarticciolo, autunno 2012 in collaborazione con Centrale Preneste Teatro/Ruotalibera Teatro.
Biglietto € 5,00 - posto unico
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