3/12/2013

GIUFA', IL MARE E LE NUVOLE

Domenica 17 marzo 2013, ore 16,30
Lunedì 18 - Martedì 19 - Mercoledì 20 marzo 2013 ore 10,30

Testo, regia e interpretazione
Tiziana Lucattini 
Fabio Traversa
oggetti scenici Francesco Persico
progetto luci Martin Beeretz
foto di scena Patrizia Lucattini
promozione Paola Meda

Dalla saga di Giufà, personaggio di forte tradizione orale e popolare dell’area del Mediterraneo. Giufà. Pasticcione, testardo, visionario, stupido, furbo, saggio, matto, clown, bugiardo, poeta. Un bambino. Giufà e la madre, in un perenne, buffo e tenero conflitto. Non hanno età. Sono poveri. Vivono in una baracca/cabina sulla spiaggia. Una terra di nessuno. Di fronte il mare. Alle spalle un’indefinita periferia cittadina. Giufà guarda il mare, e sogna. Al di là del mare, un padre sconosciuto e idealizzato. Un desiderio di grandezza, un presente di stenti che intrappola madre e figlio in una specie di beckettiana clownesca immobilità. Lei una Gelsomina felliniana, ragazza invecchiata senza sposo, credulona e forastica. Lui, Giufà, un Ninetto pasoliniano che desidera perdersi davanti a quello che è più grande di lui, mare e nuvole. E che ritrova sé stesso grazie al respiro del mistero, contatto con la rabbia e il dolore di un abbandono: un padre sparito troppo presto, senza un saluto. La condanna ad essere bambino per Giufà e ad essere diffidente e brontolona per la madre si ribalta così davanti al mare, davanti alle nuvole, davanti alla possibiltà di muoversi, scorrere. Crescere. Diventare adulti serbando un sano desiderio d’infanzia. Le ferite restano ma prendono aria, sole e acqua. Il mare rimargina e invita a prendere il largo verso terre sconosciute, tutte da esplorare e inventare.

Per tutti, dai sei anni in poi
Posto unico, € 5,00

3/05/2013

...E  CADDE ADDORMENTATA
tratto dalla fiaba La bella addormentata nel bosco
Domenica 10 marzo ore 16.30
Lunedì 11 marzo ore 10.30
 
drammaturgia e regia 
Giovanna Facciolo
scene 
Massimiliano Pinto
costumi 
Giovanna Napolitano
luci   
Paco Summonte
audio 
Alessandro Messina  
con  
Adele Amato de Serpis, Valeria Luchetti, Tonia Garante

Un re e una regina, un padre e una madre, vogliono che la loro tanto sospirata e unica figlia appena nata, riceva i doni più belli che la vita possa offrire.
Dodici sono le fate invitate ai festeggiamenti, ognuna in grado di regalare doti, qualità e fortuna, tutto il meglio che si possa destinare e desiderare. Ma la perfezione non esiste nemmeno nelle favole ed ecco che ciò che non è desiderato è in agguato: l’ombra non si può lasciare fuori dalla porta e anche se non la si invita, si presenta lo stesso, proprio come la tredicesima fata, portatrice di male e di oscurità. 

Terribile è la vendetta della vecchia fata dimenticata, che col suo malèfico dono riporta il dolore al centro della tavola imbandita: 

“Al 15° anno di età, la fanciulla si pungerà e morirà! Ah, ah, ah! ”
 
Ma c’è un rimedio, che la dodicesima fata, tenutasi opportunamente in disparte, può offrire come ultimo prezioso dono in grado di trasformare il crudele destino. Un sonno protettore, lungo cent’anni, che allontana la morte e il dolore. Una sospensione infinita che protegge dal male…. ma allontana la vita. 
“…E quando accadrà tutta la corte si addormenterà
non più un suono, una voce, né il canto di un gallo
tutti sospesi nel gesto, a un  momento,
niente si muove, nemmeno il vento”
"E poi tutt'attorno cresca un bosco incantato
  intreccio prezioso di rami e di spine
  che il sonno protegga  da cavalieri e faine” 

Forse anche nella realtà c’è il desiderio di evitare ai nostri figli la parte più spiacevole della vita, dalle piccole frustrazioni ai grandi dolori, eliminando possibilmente tutto ciò che rappresenta un rischio, un’incognita, un pericolo, una possibile sofferenza o una rinuncia. E come nella favola a volte si vorrebbe creare un nido incantato che tenga fuori il male, che sospenda il dolore.
Ma per crescere è necessario saper accettare e affrontare anche le ombre, le piccole e grandi ferite che ogni esistenza porta con sé e che non possiamo allontanare se non rinunciando allo scorrere della vita stessa, come avviene col sonno incantato della Bella Addormentata.

Questo è quello che la fiaba a noi ha raccontato e questo è quello che vogliamo raccontare, attraverso tre fate, un po’ ansiose e divertenti, guardiane del lungo sonno e voce del sentire più spontaneo e naturale di madri e di padri.
Ma alla fine, allo scadere degli anni, la principessa si risveglierà: le fitte trame di quel nido incantato si disferanno docilmente al passaggio di un cavaliere, che porterà con sé l’amore e la vita con le sue ombre e le sue luci.

età consigliata: dai 6 anni