20.12.11

SE NON ORA... PARTY!

mercoledì 21 dicembre ore 21.00
Centrale Preneste
Teatro per le nuove generazioni
Via Alberto da Giussano, 58 - Roma
ingresso libero fino ad esaurimento posti
info e prenotazioni: Centrale Preneste 0627801063 - 0625393527
www.senonoraquando.eu

12.12.11

tresssicilie abbecedario di decolonizzazione

venerdì 16 dicembre ore 21.00
Mi piace pensare e utilizzare, la spedizione dei Mille nel Sud della penisola italica come la metafora di un’invasione. Indotta e creata con la riforma protestante prima, e con la rivoluzione industriale, finanziaria e dei trasporti poi, un’altra cultura e un’altra economia, quella mittel-europea e nord-occidentale, si andava imponendo ai danni di un popolo la cui matrice culturale invece era ed è da rintracciarsi nel rettangolo basso di Mediterraneo.
Cercando di cogliere alcuni dei tratti distintivi di una cultura che ha una sua propria storia e una sua identità, il meridione italiano diventa oggi “Tresssicilie”, in una prospettiva futura che guarda a quella matrice culturale sostenendone le interazioni col mondo della vita odierna e gli incroci spontanei con gli eventi e i processi del presente.
Un bambino, nella semioscurità di un museo, tra le giubbe esposte e le divise militari logorate dal tempo, si ritrova di fronte a quella di un garibaldino che gli evoca la storia della spedizione dei mille in maniera diversa da come tutti i sussidiari la raccontano.
Da qui, da questa fantasia personale ha inizio Tresssicilie - abbecedario di decolonizzazione.
                                                                                                                              Gaspare Balsamo
scritto e diretto da Gaspare Balsamo
con la collaborazione all’ideazione dell’abbecedario di Luca Sessa
con Gaspare Balsamo e Matìas Enoch Endrek
dj set, luci e fonica Giuseppe Pesce e Matteo Russo
produzionepovera di Donatella Franciosi
con il sostegno di Hormiai Teatro di Limosa
lo spettacolo è patrocinato dall’associazione culturale Tre Sicilie
biglietti: intero € 12,00 - ridotto € 10,00

6.12.11

Scappa scappa Le Caprette e il Lupo

domenica 11 dicembre ore 16.30
La nostra storia parte da una fiaba popolare slovena, dalle sue tappe fondamentali e universali come struttura e rappresentazione simbolica: il lupo, la casa, il bosco, l’abbandono, la prova, il pericolo, la furbizia, il superamento. Ma prende poi  una sua strada originale e necessaria: non c’è qui un lupo buono, ma neanche un lupo cattivo.
C’è  un  grande Lupo-bambino che sente pulsioni aggressive e voraci, ma sente anche tenerezza, solitudine, rabbia, desiderio di compagnia e di calore. Un grande Lupo-bambino insieme buffo e maldestro, giocoso e pericoloso, ma soprattutto segnato da una forte differenza rispetto al suo corrispettivo fiabesco:  ha conosciuto un dolore, una perdita.
Questa differenza rende particolarmente toccante il rapporto con Mamma Capra e sua  Figlia Caprettina. Infatti quando la piccola cadrà nella trappola tesa al Lupo dai cacciatori, “due zampe e un  fucile”, per dirla con Pennac, il Lupo non ne approfitterà. Anzi, recherà salvezza.
La storia, così, (“una storia vera ...che fa paura...” come dirà ad un certo punto il Lupo) diventa  quella della musica dei fucili; diventa quella di Caprettina che si dibatte nella trappola e di Mamma Capra che accorre e, stupita, non sa più chi è il nemico; diventa quella del ricordo di un piccolo lupo, abbattuto troppo piccolo.
Una mamma, Mamma Capra, che non è infallibile, inventata o idealizzata, bensì reale, che forse sottovaluta la personalità della figlia, il suo desiderio di autonomia. Una mamma che sa crescere, però, insieme a lei.
C’è un cattivo, ma non si vede. E non ce la prendiamo certo con il sempre ben accetto cacciatore taglia-pance delle fiabe, quanto piuttosto, nella nostra trasposizione,  con una mano cieca e armata, forse stupida, che neanche conosce le sue vittime. Le caprette, più ancora dei loro affini porcellini o cappuccette rosse, vibrano poeticamente, nel pericolo, di una particolare innocenza e diventano metafore di una condizione, quella dell’infanzia, sempre in bilico e a rischio, condizione quasi sacrificale. Ma  qui, il Lupo, è  a loro  quasi  affratellato.
Rompendo il dogma che il cattivo per definizione  sia il male e il buono per definizione sia il bene, la storia si concentra su un altro fuoco: non c’è uno che vince e uno che perde, piuttosto avviene un contatto. E questo contatto  si produce attraverso la perdita, il dolore, la condivisione, il rischio di un rapporto.
Il superamento finale delle prove di crescita, che nelle fiabe porta all’annientamento dell’altro, qui non c’è; e, più che furbizia, c’è intuizione, ascolto, rispetto, solidarietà.
Lo spettacolo è dedicato ai bambini più piccoli, dai tre ai dieci anni, ma include gli adulti, mamme e lupi cattivi che siano. La forma scelta è quella di un teatro che si accompagna alla danza. La scrittura del testo è concisa, veloce, fatta di filastrocche e parole musicali: drammaturgia che suggerisce ritmo, pulsazione vitale, suono, e che dialoga a sua volta con le musiche scelte e il movimento, musica esso stesso, delle danzatrici e dell’attore. La narrazione si accomoda e si disegna nell’ascolto e nel dialogo delle parti.
La scena, montata su una pedana rotonda e rotante, è composta da un tramezzo con  porta e finestra e, dalla parte opposta, da rami alti e lunghi. Sono i due luoghi principali della narrazione,  la Tana del  Lupo,  la Casa delle Caprette. La distanza fra Casa e Tana è una strada curva disegnata in terra.
I colori: legno e vari toni di grigio azzurro. Le rotazioni della pedana possono essere di vari gradi, da minimi a 360 ° e permettono così dei punti di vista diversi, come un obiettivo di cinepresa. L’impianto di sapore cinematografico è infatti presente nella regia e nel montaggio, appunto, delle scene.
Produzione Ruotalibera Teatro
Testo, ideazione scenica e regia
Tiziana Lucattini
I luoghi Tana del Lupo - Casetta delle Caprette - Bosco – Strada
Personaggi
Mamma Capra Rossana Damiani
Figlia Capretta Simona Parravicini
Lupo Fabio Traversa
Collaborazione alla drammaturgia e alla messa in scena Fabio Traversa
Collaborazione alla coreografia e ai movimenti di scena Rossana Damiani, Fanny Guinsbourg
Direzione musicale Antonella Talamonti
Realizzazione scene Francesco Persico
Costumi e oggetti di scena Paola Romoli Venturi
Disegno luci
Luca Barbati e Martin  Beeretz
Promozione e organizzazione
Paola Meda
Organizzazione e ufficio stampa
Serena Amidani
età consigliata: dai 3 ai 10 anni - posto unico € 5,00

2.12.11

ARTs for LIFE. Edizione 2011


lunedì 5 dicembre 2011 ore 20.30
Cari amici,
il prossimo 5 dicembre celebreremo insieme la Giornata Mondiale di Lotta all'AIDS  con un grande Concerto, ricco di artisti e proposte musicali. Vi aspettiamo numerosi per sostenere il Progetto di Casa VHIDA, Centro d'Accoglienza che a Salvador de Bahia, in Brasile,  accompagna la vita di bambini e ragazzi che convivono con la realtà dell'AIDS.
L'iniziativa è promossa dalle Associazioni S.A.L., Koinonia e da tutta la Rete Romana Amici di IBCM.
Abbiamo 150 posti da riempire!
Questa volta è veramente necessario l'aiuto, la creatività e la solidarietà di tutti. Passate la voce, portate amici, diffondete la notizia. Il Concerto sarà veramente un evento artistico plurale e di qualità.

ARTs for LIFE. Edizione 2011
Concerto di Musicisti e Cantanti a favore di Casa VHIDA
Centro per bambini, bambine e adolescenti di Salvador de Bahia che convivono con l’AIDS

MUSICA ANTICA con Massimo Di Croce, Chitarra Barocca.
JAZZ e BOSSANOVA con Piera Epifani, voce, Enzo Riccio, chitarra e Filippo Felice, basso.
MUSICA POPOLARE TRADIZIONALE con il gruppo musicale "Il Rondello"
MUSICA BRASILIANA con la Escola de Samba "Show de Bola"

Entrata a offerta libera a partire da € 10

INFO: 347.8236976 - info@saldelatierra.org - www.centraleprenesteteatro.blogspot.com